Sindrome di alienazione parentale: affido esclusivo per il padre interessato a recuperare il rapporto con la figlia |
IL caso. A seguito di separazione personale di due coniugi, il Tribunale di Brescia affida in via esclusiva la figlia minore di 10 anni al padre, nonostante la bimba abiti con la madre da quando i genitori hanno cessato la convivenza.
In particolare, stando alla CTU espletata nel corso del giudizio, il rapporto padre-figlia si è radicalmente trasformato: se, inizialmente, esso ero «positivo», col passare del tempo è peggiorato sino ad un sostanziale annullamento, caratterizzato dall’«ostinato rifiuto della figlia ad avvicinarsi al padre», nonostante l’uomo si fosse dimostrato «attento alle richieste e ai bisogni della figlia» e «partecipe alla vita della bambina». Anzi, osservano i giudici di merito, le sue capacità non sono venute meno, dimostrando buone competenze nel rapportarsi con la figlia», riuscendo a non reagire di fronte alle critiche e al rifiuto della stessa, per i quali si è mostrato profondamento addolorato.
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Affido esclusivo al padre che vuole recuperare la relazione con la figlia. Inoltre, a dispetto di alcuni rimproveri, dal contenuto meramente formale, che la madre rivolge alla figlia quando la stessa rifiuta il padre, il reale comportamento della donna – con cui la bambina ha stretto un «conflitto d’alleanza» – è stato costantemente teso a limitare l’accesso della figlia al padre: infatti, non solo non si è attivata per preservare la relazione padre-figlia, ma, secondo il CTU, si è addirittura adoperata – in modo più o meno consapevole – per minarne le fondamenta.
Ciò induce il Tribunale di Brescia a formulare un giudizio di inadeguatezza genitoriale della madre e a disporre l’affido in via esclusiva al padre, che si è rivelato un genitore adeguato, dotato di buone competenze e sinceramente interessato a recuperare la relazione con la figlia.