Condannata a trentamila euro di risarcimento la madre che scredita il padre davanti al figlio.
Il Tribunale di Roma, stabilita l’applicabilità d’ufficio del meccanismo sanzionatorio previsto dall’art. 709-ter c.p.c., ha ammonito la ricorrente – invitandola ad adottare una condotta rispettosa del ruolo genitoriale dell’ex coniuge e ad astenersi da ogni condotta negativa e denigratoria del medesimo – e l’ha condannata al pagamento della somma, liquidata in via equitativa, di € 30.000 a titolo di risarcimento del danno, così da dissuaderla dal proseguire nelle sue condotte, avvertendola altresì che la persistenza dei suoi comportamenti potrebbe, in futuro, portare a una totale revisione delle condizioni dell’affido.
Nella liquidazione della somma il Tribunale ha tenuto conto sia della gravità dei fatti addotti sia delle capacità economiche della donna, ritenendo che una somma inferiore rispetto a quella oggetto della condanna probabilmente non avrebbe avuto l’effetto deterrente che il Giudice romano ha voluto imprimere alla sanzione comminata.
TRIBUNALE di ROMA SENTENZA 11.10.2016 N. 18799